Un reflejo escondido

Silenzi. Parole vuote che riempiono il silenzio.
Occhi. Mani.
Occhi che non vedono, orecchie che non vogliono sentire.
Fan male le parole che urlano il dolore.
Essenza. Apparenza.
Tutto e nulla, nero e bianco, uguale e diverso.
Orientiamo lo sguardo su una nuova realtà per cercare
di carpirla, cercando di leggere tra le righe, cercando nei
silenzi le parole per comprendere.
Con il naso rosso, ci siamo fatti spazio
per le vie di una città grigia e caotica,
la città dei randagi, che vivono per le strade e nelle
fogne;
la città di Ceausescu, e di piazza Oniri.
Un nome e mille emozioni: Bucarest
mayo 9, 2012 a 1:50 am
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